Pochi anni prima, nell'ottobre '52, e poche case piu' in la', Danilo inizia il suo primo digiuno sul letto di un bambino morto di fame.




2) Borgo di Dio:
“Desidero essere sepolto in qualche parte del borgo, in alto verso il mare…”.
così scriveva Danilo Dolci nel suo testamento, riferendosi al complesso che aveva ultimato nel 1968 ed in cui aveva ospitato e formato centinaia di giovani provenienti da tutta Europa.
Per decenni Borgo di Dio, alle porte di Trappeto, ha costituito il fulcro di un’attività intensa di studio, analisi ed integrazione con un territorio, che, in Dolci, ha avuto un punto di riferimento in momenti cruciali della sua storia recente.
A 11 anni dalla morte il patrimonio di esperienze, intuizioni ed analisi di Dolci sta' per andare perso per sempre.
Borgo di Dio versa in condizioni di abbandono, preda dei vandali e delle intemperie, l’archivio è frammentato, manca un progetto che miri a far rivivere l’opera, la figura ed il metodo di lavoro di Danilo.









3 commenti:
bellissime foto mario, e posto spettacolare
i posti dell'inno alla vita senza traccia di vita...
mi si stringe troppo il cuore...
su danilo dolci
Danilo Dolci. Fare presto (e bene) perché si muore
http://www.inventareilfuturo.com/
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